Corona Virus, figli e disabilità: cosa fare

Sono oramai giorni che il COVID-19 ci costringe in casa, e a seconda delle situazioni che ci sono in casa tutto cambia. 

Le persone sole sono in difficoltà, perché non relazionarsi quotidianamente con nessuno ci isola dal resto del mondo, le famiglie numerose sono in difficoltà, perché non tutti hanno delle case così spaziose da accogliere tutti dando ad ognuno il giusto spazio.

La cosa più corretta, forse, è dire che tutti, in questo momento sono in difficoltà. Una difficoltà che affrontiamo con la ragione, la razionalizzazione, l’emotività, l’intellettualizzazione, il sarcasmo, la fede. Ognuno con le proprie risorse difensive, ognuno con le proprie possibilità.

Ma cosa succede ai nostri bambini?

Cosa succede ai bambini, agli adolescenti e agli adulti con disabilità?

Deficit sensoriali, neurologici o cognitivi appesantiscono in modo estremo la percezione della difficoltà che sentiamo tutti. Se noi dovessimo misurare la nostra frustrazione e la nostra tristezza -giusto per dirne due- su un termometro che va da 1 a 10 probabilmente oscillerebbe fra 4 e 8, ma se avessimo modo di misurare queste ed altre emozioni ad un bambino sono certa che vedremmo -10 e +30. 

Quando si è piccoli, o quando si ha un ritardo, tutto è amplificato.

Spesso sentiamo dire “non capisce“. Non c’è affermazione più falsa. Non c’è essere vivente che non percepisce l’ambiente che lo circonda, dai fiori agli esseri umani ognuno di noi si adatta all’ambiente intorno, alle persone che lo vivono, agli oggetti che lo compongono, al clima emotivo che lo struttura. 

La differenza fra noi adulti e loro bambini piccoli o ragazzi con ritardo è la percezione di questo ambiente, la percezione della realtà e la spiegazione che riescono a darsi di quanto sta accadendo. La loro routine è stata interrotta, alcune figure di riferimento scomparse, gli ambienti, che aveva faticosamente imparato a conoscere, svaniti. 

Se prima vostro figlio non era in grado di tollerare l’attesa di una telefonata possiamo immaginarci cosa possa accadere ora con tutto il giorno “libero” a disposizione. Crisi comportamentali, disagi fisici, agitazione e tristezza in questo periodo sembreranno non controllabili, per questo l’equipe di I-SPK proverà a darvi qualche suggerimento per far trascorrere questo tempo nel modo migliore possibile.

EMOZIONI

1 -LE EMOZIONI ACCESSIBILI

Non parlare di fronte ai tuoi figli delle tue ansie come se loro non ti sentissero. Condividere con i più piccoli il proprio stato d’animo è di certo una questione importante e piacevole, ma dovete rendere le vostre emozioni accessibili a loro. Non parole dette sottovoce al telefono con la vostra amica, o sguardi di terrore scambiati con vostra moglie, le emozioni vanno chiarite e rese fruibili ai vostri figli a seconda delle loro possibilità.

 

3- CONDIVIDETE

Avere paura per sé e per i propri figli è normale. Non avere paura in questo periodo sarebbe un pò strano. Sarete i super eroi dei vostri figli anche se piangerete, urlerete e darete fuori di testa. L’importante è che questo non sia il vostro stato d’animo costante. Piuttosto che trattenere la paura, la tristezza, la preoccupazione e il nervosismo comunicatelo, vostro figlio saprà riconoscere nella vostra espressione sia il proprio genitore, sia se stesso.

2-CONTESTUALIZZATE

E’ bello fare i cartelloni con scritto “andrà tutto bene” ma se vostro figlio è a letto fino alle 12 o lo vedete svogliato nelle attività o irascibile forse è il caso di chiedergli “come stai?” e se non è in grado di darvi una risposta, se per lui le emozioni sono qualcosa di non decifrabile allora provate a decifrarle per lui “Ti senti triste?” “Sei arrabbiato?” Non normalizzate, contestualizzate “Sei triste perché forse non vedi più i tuoi amici” “Sei arrabbiato perché ti faccio rimanere in casa” 

LA GIORNATA

1 -IL VALORE DELLE ROUTINE 

La giornata non è vuota, la giornata va organizzata, e questo non vale solo per i più piccoli ma anche per i grandi. Il rischio maggiore per il nostro benessere è non avere percezione del tempo che passa, è non controllare più lo scandire delle fasi della giornata, è andare a dormire tardi e  svegliarci presto. Di certo saranno più flessibili, ma gli orari devono essere scanditi, come scandite devono essere le routine: svegliarsi, lavarsi, vestirsi, pranzare, merenda, cenare, dormire. La routine va mantenuta, anzi, va strutturata maggiormente. 

 

2-LE AUTONOMIE

Avete finalmente il tempo di rendere i vostri figli autonomi, il “vado di fretta” mattutino con il Corona Virus non regge più! Ora potete svegliarvi, fare colazione, se potete con il vostro partner, avere un tempo per voi e svegliare i vostri figli, farli lavare, farli vestire, far preparare loro la colazione, mangiare, sparecchiare, passare la scopa, rifare i letti, pulire il tavolo, mettere i panni nella lavatrice, aiutare con le mollette etc,… ci sono un’infinità di attività che vostro figlio può fare insieme a voi. Non pensate che tutto ciò per lui o per lei sia troppo difficile, fatelo con calma e mostrandoglielo.

3-STRUTTURARE IL TEMPO

Strutturate la giornata, strutturate la settimana, c’è tanto da fare!  A seconda della disabilità o dell’età di vostro figlio create un calendario visivo, uno per i figli ed uno per voi. Il bug temporale lo state vivendo tutti e pensare che la giornata ha degli appuntamenti, ha dei confini può solo aiutarvi a non farvi inghiottire da un orologio senza lancette, da un testo senza parole. Oltre alla routine anche le “piccole cose” strutturano il susseguirsi delle ore, fermatevi un attimo a pensare quali possano essere.

SUDDIVIDETE LE FASI DELLA GIORNATA Mattina, pomeriggio, sera, notte. Acquisire il tempo deve essere sempre un obiettivo per i vostri bambini e non c’è modo migliore di impararlo se non con un calendario visivo e con una voce adulta che tutte le mattine dice “è mattina” e scandisce i vari momenti. 

INSERIRE LE ATTIVITA’:

  • Routine: le azioni principali che svolgete durante il giorno
  • Faccende di casa: dalle azioni più semplici come spolverare, spazzare al caricare lavastoviglie.
  • Attività individuali: attività di autointrattenimento, dalle schede ai libri, dalla musica ai puzzle, inserite qui qualsiasi attività  il bambino possa fare da solo
  • Attività familiari: creare momenti di gioco e interazione con fratelli e sorelle o con entrambi i genitori,come la lettura condivisa di un libro, un gioco di società o altro. 
  • Contatti con l’esterno: chiedete ai  terapeuti, maestri, professori, professionisti che seguono il bambino o il ragazzo di cadenzare delle telefonate durante la settimana, servirà a mantenere un rapporto con le varie figure e non far sentire il bambino “abbandonato”
  • Contatti con la famiglia: allo stesso modo calendarizzate le telefonate con i componenti della famiglia allargata. 

La tipologia di calendario dipende dal bambino/ragazzo e dal tipo di ritardo.

Seguendo una linea di comprensione usate-> foto reali, disegni, simboli. Potete aggiungere scritte, etichette con velcro o altro.

E’ raccomandabile concordare le attività con il proprio bambino, così da spronarlo sulla condivisione dell’attività e chiedere se anche lui o lei ha delle proposte. Se la famiglia è numerosa coinvolgere tutti i componenti. Se da una parte il calendario visivo aiuterà i bambini, un calendario “classico” aiuterà l’intero nucleo familiare a vivere al meglio questo duro periodo

Oltre al calendario delle attività potete crearne uno per il tempo meteorologico, così da non isolare il dentro dal fuori casa e  così da stimolare i sensi e la percezione. 

ALTRI SUGGERIMENTI

OGNI MATTINA

Vestitevi e fateli vestire. In pigiama ci possiamo stare la domenica, non tutta la settimana!

 

LA MERENDA

Che sia metà mattina o metà pomeriggio ricordatevi di fare la merenda!

 

I COMPAGNI

Usate le video chiamate per far rimanere in contatto vostro figlio con i suoi amici!

 

TEMPO PROPRIO

Durante la giornata ci deve essere un tempo “privato” che vostro figlio deve imparare a gestirsi.

 

INFORMA

Non dimenticare di spiegare a tuo figlio cosa sta accadendo. Non è sufficiente dire che hanno tutti l’influenza, o che il sig.re Conte ci ha chiusi in casa, dobbiamo spiegare il perché, dobbiamo chiarire che il Corona Virus non è un’entità astratta né un animaletto che può perseguitarli. Rassicurateli, portate ad esempio quante volte hanno avuto l’influenza e a causa di quella non sono potuti andare a scuola, spiegate loro cosa è il contagio senza però instillare paranoia. Accompagnateli in questa dura fase di sospensione dalla vita “normale”, costruite insieme a loro una nuova parte.

Se avete suggerimenti o richieste potete inviarci una mail a info@iosepossokomunico.it o potete compilare il form

Rimanete collegati sulla nostra pagina dedicata ai video DOUBLE EFFECT ,  video culturali e ludici tradotti in Lingua dei Segni italiana!

Se avete bisogno di sostegno psicologico potete contattarci alla nostra casella mail o al nostro contatto skype: iosepossokomunico I-SPK. Validi professionisti per voi o per i vostri bambini saranno disponibili per video chiamate a distanza.

 

La redazione

 

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